Dicembre, primo mese dell’inverno

//Dicembre, primo mese dell’inverno

Secondo l’Organizzazione Meteorologica Mondiale (WMO), nel nostro emisfero l’inverno meteo ha inizio il primo del mese. E’ un inverno che qui comincia alquanto in sordina. La prima parte del mese, ma spesso la maggior parte di esso, sembra più un prolungamento dell’autunno. Specialmente se a dominare sono ancora le correnti atlantiche, il clima si mantiene ancora accettabile, a tratti persino gradevole. Tutt’altra musica si sente se arrivano gli anticicloni (è questo, più di ogni altro, il mese delle nebbie in Valle Umbra) o le depressioni ionico-balcaniche.
I primi 6-7 giorni sono quasi sempre caratterizzati dall’arrivo di robuste perturbazioni atlantiche, spesso a carattere freddo, con neve sui monti circostanti la Valle Umbra, ma in rari casi anche in pianura. La temperatura media della prima decade è di 7,5 gradi, quindi risente ancora della mite aria dell’ovest.
Intorno al giorno 10 le perturbazioni atlantiche tendono a cedere il passo agli anticicloni. Inizia il regno delle nebbie, che portano spesso le minime al di sotto dello zero, specie se nei giorni precedenti la neve è scesa a quote piuttosto basse. Già la media della seconda decade è tutta invernale: 5,9 gradi.
La seconda onda perturbata giunge con buona regolarità intorno a metà mese; a seguire, si ripete il consueto schema: alta pressione significa ora nebbia in pianura e splendido sole in montagna. La Valle Umbra in inverno vede infatti numerosi episodi di inversione termica. La riduzione della visibilità raggiunge raramente le punte padane, ma può ugualmente impressionare e mettere in difficoltà l’automobilista non abituato (come ad esempio quello proveniente dalla capitale).
A dispetto dell’iconografia cinematografica, e con gran scorno dei folignati, prima di Natale e nella mitica notte della vigilia è rarissimo vedere la neve, che spesso non si sistema in pianta stabile, prima di quella data, neanche sulle cime del nostro Appennino (1500 metri circa). A Foligno città la neve in dicembre cade mediamente ad anni alterni, una sola volta.

Particolarmente  appagante, dal punto di vista emotivo, è stata la nevicata del giorno di San Silvestro 2014. Intorno alle 13 la nostra città, già immersa nella particolare atmosfera di fine anno, fu imbiancata da una breve, ma molto romantica fioccata, cui si riferisce questa immagine.

Per Natale e nei giorni immediatamente seguenti abbiamo invece la visita della terza perturbazione atlantica, con piogge e neve in montagna. Siamo però ad un punto di svolta: l’ inverno appenninico è ormai arrivato, e negli ultimi due-tre giorni dell’anno inizia a fare sul serio.  A cavallo del Capodanno si ha generalmente la prima vera ondata di gelo, con il classico schema caratterizzato da una depressione sul Medio-Basso Adriatico che convoglia sui valichi appenninici aria di diretta provenienza balcanica o addirittura russa. In quest’ultimo caso la tramontana assume il nome di “burjan” e può causare autentiche tempeste di neve, come quella, famosa, del giorno di Santo Stefano del 1996. In questo caso, il vento dell’est giunse con qualche giorno di anticipo. La media termica 1993-2016 della terza decade è di 6,1 gradi.

Andiamo coi numeri: in dicembre a Foligno cadono mediamente 69 mm.di pioggia, abbastanza equamente distribuiti fra le tre decadi,  con temperature medie di 10,5 (max.) e 2,6 (min.) gradi. Non è decisamente il mese climaticamente più adatto per una visita turistica, ma neanche il peggiore. L’esperienza mistica di un Natale in Umbria merita ugualmente di essere vissuta. Cappotti e cappelli esistono apposta.

Prima de Natale né’-ffriddo né-ffame, doppo Natale lo friddo e la fame”  dicono ancor oggi le nostre nonne, sintetizzando mirabilmente e crudamente la caratteristica fondamentale del dicembre folignate della loro infanzia. La seconda strofa talvolta recita “da Natale in là, friddu e fame in quantità”.

Discorso a parte, ancora una volta, va fatto per il settore montano del territorio. L’inverno appenninico conosce, ovviamente anche in dicembre, rigori ben maggiori. Quando manca la tramontana, sono le inversioni termiche ad assicurare, sull’Altopiano Plestino, giornate veramente fredde. Solo sui colli e sulle cime, in caso di nebbia al piano, si vivono giornate di grande tepore. Ma le medie di Taverne (2010-2016), località marchigiana a pochissimi km. da Colfiorito, ci parlano di una temperatura media, sull’Altopiano Plestino, dell’ordine di 3,3 gradi, di altri 3,3 gradi inferiore a quella della Valle Umbra. Nel 1954-70 Rasiglia, nell’Alta ValMenotre, registrava una media di 5,2 gradi. A Cesi, altra località marchigiana vicinissima a Colfiorito, in Dicembre nel periodo 1999 – 2016 sono caduti 125 mm. di pioggia o neve; quasi il doppio di quelli della piana folignate.

By |2018-02-22T10:54:15+00:002 dicembre 2017|Il clima di Foligno: ritratti e storie|0 Comments

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