Un giovedì dai mille volti, poi il Gelo se ne va con lo scirocco

//Un giovedì dai mille volti, poi il Gelo se ne va con lo scirocco

Rimarrà sicuramente negli annali questa ondata di freddo siberiano che ha colpito l’Italia, in particolar modo le Marche dove, mentre scriviamo, sta ancora nevicando fin sulla costa (incredibili gli accumuli di 40/50 cm in riva al mare nella zona del Conero). E’ nevicato anche a Roma, perfino a Napoli e dintorni, con accumuli che sul mare non si vedevano da decenni. Anche i termometri, a causa della particolare natura di questo tipo di massa d’aria (molto fredda nei bassi strati), stanno registrando un po’ ovunque punte di freddo notevoli (anche se i record rimangono quelli del 1929, 1956, 1985, 1996) anche in pieno giorno, e domani mattina sperimenteremo i valori minimi più severi di tutta l’irruzione, di cui poi daremo conto in un articolo a parte nei prossimi giorni.

A Foligno, come abbiamo già ampiamente detto, è mancata la neve (eccezion fatta per un lieve accumulo domenica notte). La causa, come spesso accade, va ricercata nella particolare posizione geografica della nostra città, ai piedi delle montagne, che subisce l’effetto “phoen” (venti che scavalcando le montagne discendono a valle asciutti e più “caldi”) delle forti correnti orientali indotte dai minimi di pressione.

Ormai lo abbiamo capito: se nevica a Foligno, in Umbria non nevica quasi da nessun’altra parte; al tempo stesso, se si verificano condizioni per neve diffusa nella nostra regione, è facile che solo la nostra città possa rimanere a secco o quasi.

L’irruzione fredda sta comunque volgendo al termine, ma lo farà con un ultimo sussulto. Già da domani, in quota, i valori aumenteranno repentinamente fino a riportarsi in linea con le medie del periodo; al suolo ce ne accorgeremo però molto più lentamente. Nella notte tra mercoledì e giovedì è atteso il transito di una debole perturbazione, in arrivo da sud. I suoi effetti potrebbero essere alquanto particolari, poichè troverà valori termici probabilmente ancora molto bassi, anche in pianura. Le conseguenze potranno essere o una debole nevicata da “addolcimento” (2-3 cm accumulo massimo, possibilità 20%), o semplicemente potrebbe piovere (possibilità 70%) con temperature molto basse, di poco superiori allo zero, oppure, e questa eventualità è alquanto remota (possibilità 10%) e di difficilissima previsione, potrebbe verificarsi il pericoloso effetto del “gelicidio”, ovvero la pioggia con temperature sottozero che gela a contatto con il terreno, rendendo tutte le superfici lisce e scivolose come il vetro. Un fenomeno che si verifica saltuariamente in Pianura Padana, mentre da noi ricordiamo soltanto quello del 7 febbraio 1991, quindi più unico che raro.

Nella mappa qui sotto, le deboli precipitazioni previste nella notte tra mercoledì e giovedì.

A seguire, comunque, lo scirocco e le temperature miti prenderanno inevitabilmente il sopravvento, e già nel pomeriggio di giovedì saremo con temperature appena sopra la media, con possibilità di ulteriori precipitazioni piovose fino a tutto venerdì, con la neve relegata a quote di medio-alta montagna. Ecco le temperature previste a 1400 metri la sera di giovedì, con il Nord Italia ancora sotto “cuscino freddo” (colori blu), mentre il centro-sud è alle prese con la risalita calda indotta dallo scirocco (colori verdi).

L’inverno 2017/2018 sembra quindi volgere al termine, anche se Marzo ci ha spesso regalato sorprese. Ha voluto salutarci con l’unico, breve, ma molto intenso episodio freddo della stagione. Segnatevi i valori minimi di domani mattina su un diario, non ne sentiremo parlare per un bel po’, probabilmente.

 

By |2018-02-28T08:01:17+00:0027 febbraio 2018|Meteo news|0 Comments

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